Tintura con la buccia del Mango

Tintura naturale con la buccia del mango: dai resti della cucina a preziose sfumature.

Ci sono materiali naturali che arrivano alla tintura quasi per caso, nati da una curiosità e dal desiderio di osservare ciò che spesso viene scartato.
È proprio così che è nata la mia sperimentazione di tintura con la buccia del mango: mi sono chiesta se questa parte del frutto, così ricca di colore e a contatto con la polpa, potesse contenere sostanze tintorie interessanti.
La buccia del mango, infatti, non è solo un involucro protettivo.
Dopo vari studi, ho capito che è una parte della pianta ricca di composti fenolici e tannini, molecole che nelle tinture naturali, possono interagire con le fibre tessili e con i mordenti, creando bellissime sfumature.

Bucce del mango per tintura

Il mango è il frutto della pianta Mangifera indica, originaria dell’Asia meridionale e coltivata oggi nelle zone tropicali e subtropicali del mondo.
La sua buccia può avere colori molto diversi a seconda della varietà e della maturazione: dal verde intenso al giallo, fino alle tonalità rosse e aranciate. Proprio questa ricchezza cromatica, anticipa la presenza di pigmenti e sostanze che possono lasciare colore sul tessuto.

LA MIA PROVA DI TINTURA CON LA BUCCIA DEL MANGO

Dopo aver consumato il frutto, ho raccolto le bucce lasciandole asciugare leggermente prima dell’utilizzo.
Come dico sempre, la parte più interessante è osservare come un materiale considerato uno scarto, possa trasformarsi in una fonte di colore.
Per una tintura ho utilizzato: 100 g di bucce fresche di mango, 
oppure in rapporto, direi,  circa 40-50 g di bucce essiccate, 1 litro di acqua e il tessuto precedentemente preparato con mordente.
Devo dire che su seta, i risultati sono particolarmente interessanti, ho ottenuto infatti colori intensi, ma nello stesso tempo luminosi.

PREPARAZIONE DEL BAGNO COLORE

Ho lasciato macerare le bucce in acqua per alcune ore e poi ho portato il bagno a temperatura dolce, mantenendolo caldo per circa un’ora senza bollire violentemente, per preservare al meglio, come faccio sempre,  le componenti tintorie.
Senza filtrare il bagno, ho immerso il tessuto lasciandolo assorbire lentamente il colore.
Come spesso accade nella tintura naturale, il risultato dipende molto dal tipo di fibra, dal mordente utilizzato e dalla concentrazione del materiale vegetale.

Tintura con bucce di mango

LE SFUMATURE OTTENUTE 

La buccia del mango mi ha regalato tonalità calde e avvolgenti: beige dorati, miele, nocciola e leggere sfumature ambrate.
La presenza dei tannini infatti, dona al colore una profondità particolare, meno brillante rispetto a un pigmento puro, sulle fibre vegetali, ma più organica, con quell’aspetto vissuto tipico delle tinture botaniche.
Con mordenti diversi è possibile osservare variazioni interessanti: con allume si possono ottenere tonalità più luminose e calde, soprattutto sulla seta.
Con il ferro invece, il colore tende a spegnersi e virare verso tonalità più terrose.
Su fibre proteiche come seta e lana, la resa dei tannini può essere particolarmente evidente.

  • Tintura naturale su tessuto con mango

UNA BUCCIA DA NON SOTTOVALUTARE

La cosa che trovo più affascinante è che la parte più spesso eliminata del frutto, racchiude sostanze molto interessanti, per noi che tingiamo con i colori naturali, ossia il colore, i tannini e le sostanze naturali che hanno protetto il frutto durante la crescita.
La tintura con la buccia del mango diventa così un piccolo esercizio di osservazione, perché  ogni bagno tintorio naturale è una sorpresa.
Quindi anche questa sperimentazione mi ricorda, quanto il mondo vegetale abbia ancora moltissime possibilità da esplorare ed io, tanto ancora da studiare.

DALLA TINTURA ALL’INCHIOSTRO NATURALE 

Questa sperimentazione di tintura con la buccia del mango, non si è fermata però al tessuto: ho provato a trasformare il colore ottenuto anche in un inchiostro naturale.

Inchiostro marrone con bucce di mango

I bagni tintori, soprattutto quelli ricchi di tannini come questo infatti, possono avere una seconda vita anche  sulla carta, creando tonalità calde e trasparenti, perfette per scritture, pennellate e piccoli lavori botanici.

Inchiostro e pennellate per lavori botanici

Sarà interessante osservare come il colore della buccia del mango reagirà concentrandolo maggiormente, aggiungendo eventualmente sostanze che ne modifichino la tonalità o la stabilità, e confrontare la resa sia su fibre che su carta.
Anche in questo caso, il risultato potrà essere non un colore uniforme e prevedibile, ma vivo, con sfumature che raccontano l’origine naturale del materiale.
In conclusione la buccia del mango mi ha ricordato ancora una volta, quanto la tintura naturale sia un percorso fatto di osservazione e scoperta.
Ogni pianta, ogni frutto e ogni parte che spesso consideriamo uno scarto può dunque nascondere una possibilità cromatica inattesa.

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