Chi inizia a tingere o a ecoprintare i tessuti con colori naturali si imbatte quasi subito in una domanda ricorrente: che differenza c’è tra allume di potassio e allume di rocca? È un dubbio assolutamente comprensibile.
I due nomi vengono spesso usati come sinonimi, soprattutto nei negozi o online, creando così confusione tra le principianti, che non sanno quale materiale acquistare per mordenzare correttamente i tessuti.
In questo articolo cercherò di fare chiarezza una volta per tutte, spiegando cos’è l’allume di potassio, perché viene chiamato anche allume di rocca, come usarlo e come smaltirlo correttamente dopo più utilizzi.
COS’ E’ L’ALLUME DI POTASSIO
Dal punto di vista della tintura naturale e della mordenzatura, non c’è alcuna differenza sostanziale. L’allume di potassio è un sale doppio di solfato di alluminio e potassio. In tintura naturale è il mordente più utilizzato, soprattutto per fibre vegetali come cotone, lino e canapa, ma anche per la lana e seta.
Il suo ruolo, sappiamo bene che è fondamentale: permette di fissare meglio il pigmento e fa si, che ci sia una maggiore durata nel tempo, del colore.
Dal punto di vista pratico, l’allume di potassio è abbastanza sicuro se usato correttamente.
E’ facilmente reperibile, stabile nei risultati e adatto anche a chi è alle prime armi.
COS’E’ L’ALLUME DI ROCCA
Qui spesso nasce la confusione!
L’allume di rocca non è una sostanza diversa. E’ semplicemente allume di potassio allo stato naturale o cristallizzato.
Il termine “di rocca” deriva dall’aspetto, perché si presenta in cristalli duri e trasparenti. Infatti un tempo lo estraevano in blocchi e poi lo frantumavano.
Allume di rocca in cristalli
La composizione chimica è la stessa e l’effetto come mordente è identico. Chimicamente quindi, si tratta della stessa sostanza: solfato doppio di alluminio e potassio. La differenza, perciò, non è funzionale ma solo legata alla forma, alla provenienza o alla denominazione commerciale.
È importante invece prestare attenzione a non confondere, l’allume di potassio con altri sali di alluminio utilizzati in ambiti diversi, che non sono quindi adatti alla mordenzatura dei tessuti.
Chiarezza nelle materie prime, significa sicuramente, sicurezza nel processo e risultati coerenti nel tempo.
Per questo motivo, quando parliamo di riutilizzare un bagno mordente di allume, il discorso vale allo stesso modo sia che si utilizzi allume di potassio in polvere sia allume di rocca in cristalli, purché venga correttamente sciolto in acqua.
Il comportamento del bagno, la possibilità di riutilizzo e le modalità di rinforzo restano invariate.
PICCOLISSIME DIFFERENZE
Premesso che non c’è differenza chimica o funzionale, possiamo trovare differenza solo come dicevo, nella forma fisica e sicuramente di conseguenza, nella comodità d’uso. L’allume di potassio in polvere si scioglie più velocemente in acqua, mentre l’allume di rocca (cristalli) va pestato e mescolato più a lungo.
Per chi inizia quindi, la polvere è spesso più pratica e immediata. Ma se trovi scritto “allume di rocca” sull’etichetta, sappi che non stai acquistando un prodotto sbagliato.
L’ ALLUME DA ACQUISTARE PER MORDENZARE I TESSUTI
Se sei alle prime esperienze, il consiglio è semplice: scegli allume di potassio, meglio se puro e senza additivi. Preferibilmente in polvere, per facilitare appunto, dosaggio e scioglimento.
L’allume di potassio è considerato il mordente “di base” nella tintura naturale perché offre un buon equilibrio tra efficacia, facilità d’uso, ripetibilità dei risultati e sicurezza.
Inoltre non altera eccessivamente la tonalità del colore e permette di ottenere risultati abbastanza prevedibili, qualità fondamentale, quando si sta imparando.
RIUTILIZZO E SMALTIMENTO DELL’ALLUME DI POTASSIO
Nell’articolo precedente, vi ho parlato ampiamente del riutilizzo del bagno mordente di allume.
Dicevo che il bagno di allume di potassio, può essere riutilizzato più volte, soprattutto se non è stato contaminato da colori vari, se lo abbiamo filtrato, e se lo abbiamo conservato correttamente.
Un bagno riutilizzato, può dare risultati leggermente diversi rispetto al primo utilizzo.
Infatti i colori possono risultare più morbidi e naturali e la resa potrebbe essere più uniforme.
Per molti tintori, questi effetti sono un valore aggiunto, soprattutto quando si cercano tonalità pastello o sfumature delicate.
Inoltre se si lavora con fibre naturali, sperimentare con bagni riutilizzati, può aprire nuove possibilità creative e cromatiche, oltre a rendere il nostro laboratorio più ecologico.
PERCHE’ RIUTILIZZARE IL MORDENTE
Riutilizzare un bagno mordente di allume porta inoltre, anche numerosi vantaggi.
Per prima cosa, la riduzione del consumo di acqua e poi anche il minor utilizzo di sostanze minerali.
Di conseguenza avremo risparmio di tempo e materiali.
Riutilizzare un bagno mordente di allume, significa poi, anche rallentare il processo, osservare e valutare.
C’è da dire però, che con il tempo il mordente perde efficacia e conviene smaltirlo. Quando?
Dopo diversi utilizzi, quando cioè notiamo che i colori risultano meno intensi e che la presa del colore è irregolare.
Questo è il momento di smaltire il bagno.
COME SMALTIRLO CORRETTAMENTE
Quando non è più possibile riutilizzare un bagno mordente di allume, lo smaltimento deve avvenire in modo responsabile, senza arrecare danni.
L’allume di potassio, nelle concentrazioni usate in tintura naturale, non è inquinante, ma non dobbiamo mai disperderlo in modo diretto e concentrato.
Il metodo più sicuro è la forte diluizione: aggiungi quindi abbondante acqua pulita al bagno esausto, mescolando bene e solo dopo, versalo nello scarico domestico collegato alla rete fognaria, o in un tombino.
Evita invece pozzi neri, terreni, orti o corsi d’acqua.
La tintura naturale è una pratica sostenibile, ma lo diventa davvero solo se gestiamo consapevolmente anche gli scarti.
Credo infatti, sia molto importante sapere cosa fare e come agire, perché anche lo smaltimento consapevole, fa parte proprio, della cultura della mordenzatura.