Tintura con la buccia del Mango

Tintura naturale con la buccia del mango: dai resti della cucina a preziose sfumature.

Ci sono materiali naturali che arrivano alla tintura quasi per caso, nati da una curiosità e dal desiderio di osservare ciò che spesso viene scartato.
È proprio così che è nata la mia sperimentazione di tintura con la buccia del mango: mi sono chiesta se questa parte del frutto, così ricca di colore e a contatto con la polpa, potesse contenere sostanze tintorie interessanti.
La buccia del mango, infatti, non è solo un involucro protettivo.
Dopo vari studi, ho capito che è una parte della pianta ricca di composti fenolici e tannini, molecole che nelle tinture naturali, possono interagire con le fibre tessili e con i mordenti, creando bellissime sfumature.

Bucce del mango per tintura

Il mango è il frutto della pianta Mangifera indica, originaria dell’Asia meridionale e coltivata oggi nelle zone tropicali e subtropicali del mondo.
La sua buccia può avere colori molto diversi a seconda della varietà e della maturazione: dal verde intenso al giallo, fino alle tonalità rosse e aranciate. Proprio questa ricchezza cromatica, anticipa la presenza di pigmenti e sostanze che possono lasciare colore sul tessuto.

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Le samare di acero

Le samare di acero: le “ali delle fate” che lasciano impronte meravigliose

Ci sono elementi naturali che ci riportano immediatamente all’infanzia.
Per me, le samare di acero sono una di quelle piccole magie.
Da bambina le chiamavo “le ali delle fate”: due semi uniti da una sottile ala che, cadendo dagli alberi, roteano leggere nell’aria, come minuscoli elicotteri.
Le raccoglievo senza sapere che un giorno sarebbero finite sui miei tessuti, trasformandosi in impronte delicate e sorprendenti.
In ecoprint, infatti, le samare di acero, riescono a regalare effetti davvero particolari: forme leggere, segni grafici eleganti e soprattutto splendidi toni aranciati molto caldi.
In tintura invece dei colori sorprendenti.

Samare d'acero in ecoprint

ECOPRINT CON SAMARE DI ACERO SU SETA :
UNO SCIALLE  ISPIRATO ALLA PIOGGIA 

Durante l’ultimo corso di stampa con le coperte vettore, le avevo raccolte per le mie allieve.
Samare in stampa botanica, effetto pioggiaNon ricordavo però che in ecoprint, avrebbero avuto una resa così scenografica e piena di carattere.
Le loro impronte, unite ai meravigliosi toni aranciati che hanno rilasciato sul tessuto, mi hanno colpita talmente tanto, che ho deciso di creare uno scialle di seta, stampato quasi interamente proprio con le samare d’acero.                                 Avevo in mente un effetto preciso: qualcosa che ricordasse la pioggia primaverile.
All’inizio più leggera e rada, poi sempre più intensa verso il fondo dello scialle, fino a creare una trama fitta di impronte sovrapposte, come un movimento continuo portato dal vento.

LE SAMARE DI ACERO: PICCOLI SEMI PIENI DI POESIA

Cosa sono le samare di acero? Sono praticamente, il frutto dell’acero.
La loro struttura è perfetta per viaggiare con il vento: quando si staccano dall’albero ruotano lentamente, creando quel movimento così riconoscibile che affascina grandi e bambini.

semi di acero
Osservandole bene infatti, sembrano quasi piccole creature alate.
Ed è forse proprio questa leggerezza a renderle così interessanti anche nella stampa botanica.
In ecoprint non sempre sono le foglie più grandi o i fiori più appariscenti quindi, a dare i risultati migliori.
A volte sono proprio gli elementi più semplici e silenziosi a lasciare le tracce più poetiche.

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Perché nelle tinture naturali non si ottiene mai lo stesso colore

Una delle domande più comuni di chi inizia, è proprio perché con le tinture naturali non si ottiene mai lo stesso colore  due volte.
Chi lavora con le tinture naturali prima o poi vive questa situazione.
Si ottiene un colore meraviglioso, magari un marrone caldo, un giallo dorato o un rosa delicato.

Estrazione pigmenti in tintura naturaleSi annota tutto: pianta, mordente, tempo di cottura.
Poi si prova a rifarlo e  il colore è diverso, a volte di poco, a volte completamente.
All’inizio sembra un errore. In realtà è una delle caratteristiche più profonde della tintura naturale.
Il colore vegetale non è mai una formula perfettamente replicabile, perché dipende da molti fattori vivi e variabili.
Alcuni sono noti. Altri sono più sottili e meno evidenti.

PERCHE’ NELLE TINTURE NATURALI NON SI OTTIENE MAI LO STESSO COLORE

Vari sono i motivi. Il primo è che la pianta raccolta, non è mai davvero la stessa.
Mi spiego meglio: quando usiamo una pianta per tingere, spesso la consideriamo come una materia prima stabile.
In realtà è esattamente il contrario.
Infatti le piante, producono pigmenti come risposta a molte condizioni: in base alla quantità di luce, al tipo di suolo, alla quantità di acqua, alla stagione e agli eventuali stress ambientali.
Una foglia cresciuta in pieno sole può contenere più tannini rispetto a una cresciuta all’ombra.
Sappiamo bene infatti che una pianta raccolta dopo un periodo di siccità, può avere concentrazioni di pigmento molto diverse.

perché non si ottiene lo stesso colore
Questo significa che la stessa specie botanica può produrre colori leggermente differenti, anche nello stesso luogo in cui è stata raccolta.
È una delle ragioni per cui nei laboratori di tintura tradizionali si parlava spesso di “raccolto dell’anno”, quasi come nel vino.

ANCHE L’ACQUA PARTECIPA AL COLORE

Un fattore poco considerato è la composizione minerale dell’acqua.
L’acqua non è mai neutra: contiene calcio, magnesio, ferro e altri minerali.
Questi elementi possono reagire con i pigmenti vegetali.
Per esempio un’acqua ricca di calcio può rendere i colori più morbidi, tracce di ferro, possono spesso scurire o ingrigire alcune tinture, oppure un pH più alcalino può modificare completamente certe tonalità.

Misurare il pH dell'acqua Perché nelle tinture naturali non si ottiene mai lo stesso colore
Misurare il pH dell’acqua

Spesso lo ricordo anche durante i miei corsi online.
Ogni allieva, lavora con l’acqua della propria zona, e questo fa una grande differenza.
Il pH e i minerali presenti nell’acqua possono influenzare molto le tinture naturali, per cui lo stesso procedimento può dare colori leggermente diversi da una regione all’altra.
Questo significa che lo stesso bagno di tintura preparato in due luoghi diversi, può dare risultati differenti.

PICCOLA CURIOSITA’

Non è un caso che in passato alcune tintorie fossero famose proprio per i loro colori.
In molte città europee i tintori lavoravano sempre vicino a una specifica fonte o a un tratto di fiume.
Non era solo una questione di comodità: l’acqua aveva una composizione minerale particolare che influenzava la resa dei pigmenti vegetali.
Cambiare acqua significava spesso cambiare colore.
È questo il motivo per cui, alcune tintorie storiche erano famose per i loro colori: l’acqua locale contribuiva al risultato finale.

IL TESSUTO HA UNA MEMORIA CHIMICA 

Un aspetto a cui forse dedichiamo poca attenzione, riguarda il tessuto stesso.
il tessuto non è mai davvero neutro.
È una materia viva, che partecipa al risultato finale tanto quanto le piante, l’acqua o la mordenzatura.
Quindi, anche quando sembra identico, un tessuto può avere caratteristiche diverse.
Infatti molti tessuti nuovi, hanno spesso subito trattamenti che non si vedono.

Tessuti naturaliAppretti, sbiancanti, stabilizzanti, antimuffa o antipiega, finissaggi industriali, residui di lavorazione, diversa tensione della fibra o trattamenti precedenti, che influiscono sull’ assorbimento e la resa del colore.
Perfino lavaggi fatti in casa possono lasciare tracce minerali o detergenti che influenzano la presa del colore.
In pratica il tessuto possiede una sorta di memoria chimica che può cambiare il modo in cui il pigmento si lega alla fibra.

I PIGMENTI VEGETALI CONTINUANO A REAGIRE 

Un’altra particolarità delle tinture naturali è che il colore non si ferma quando il bagno di tintura termina.
Infatti molti pigmenti vegetali continuano a reagire con l’ossigeno, la luce e i minerali presenti nella fibra.

tessuti stesi ad ossidare
Proprio per questo motivo, un tessuto appena tolto dalla pentola può cambiare tonalità nelle ore o nei giorni successivi.
A volte il colore si scalda, altre volte diventa più profondo.
Questo fenomeno è particolarmente evidente con i pigmenti ricchi di tannini.

IL RUOLO INVISIBILE DEI MICRORGANISMI

Un dettaglio curioso, di cui raramente si parla, riguarda infine,  la presenza di microrganismi.
In alcuni bagni di tintura lasciati riposare o riutilizzati più volte, possono infatti svilupparsi piccole attività microbiche.
Queste possono modificare il pH o trasformare alcune molecole vegetali.
Questa è proprio, un’altra domanda ricorrente duranti i corsi online: Come conservo un bagno di tintura senza far fare la muffa?
Non voglio anticiparvi troppo, ma nel prossimo articolo parleremo proprio di questo, perché questo tema merita un articolo tutto a sé!

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Autunno tempo di tannini

Autunno, tempo di tannini: perché le foglie stampano meglio in questa stagione.
Durante i miei corsi online, una delle domande più frequenti è proprio questa: le foglie stampano meglio in primavera/estate o in autunno?
Io rispondo sempre che ogni stagione porta con sé un diverso equilibrio chimico nelle foglie e quindi risultati diversi e unici in stampa.

VARIAZIONI
Conoscere queste variazioni è importante, perché permette di scegliere quando raccogliere e come stampare, secondo l’effetto desiderato.
Ad esempio in primavera le foglie giovani, tenere e ricche di clorofilla, contengono poco tannino.

Foglie quercia primaverile
Foglie quercia primaverile

Stampano in modo più leggero, con tonalità verdi o giallo-verdi, spesso trasparenti e acquerellate.

Ecoprint con quercia raccolta in primavera
Ecoprint con quercia raccolta in primavera

Sono certamente ideali per chi ama la delicatezza e un effetto morbido, nelle impronte.
Durante l’estate invece, le foglie sono mature: i tannini aumentano, ma restano bilanciati.
Le impronte diventano più stabili e definite, mantenendo un buon equilibrio tra chiarezza e luminosità.
È il periodo ideale per chi desidera contrasti equilibrati e colori naturali.
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Cromodipendente

Lo ammetto: sono cromodipendente.
Non potrei vivere senza i colori, senza le loro sfumature che viaggiano insieme alle stagioni, senza quell’adrenalina, che accompagna ogni mio esperimento con le tinture naturali e la stampa botanica.

COSA  MI  ISPIRA 

Quando il tempo è brutto e la luce sembra svanire, mi rifugio tra i pigmenti delle piante, creando nuove texture.

Cromodipendente : Texture e colori naturali

Così pure tra le foglie che rilasciano le loro impronte e tra le fibre che si trasformano in qualcosa di unico.
Uso praticamente i colori naturali, come una forma di riequilibrio energetico, cioè le energie fluiscono liberamente creando una sintonia, tra corpo e anima.
Poiché infatti, ogni tonalità parla un linguaggio diverso, ogni colore è capace di toccare le mie corde sottili, di sciogliere a volte le malinconie, con la capacità incredibile, di restituirmi calma o entusiasmo.
In questo viaggio sensoriale scopro così, ogni giorno,  quanto sia profondo il legame tra colore e benessere.

COLORI PASTELLO

Nel mio mondo, i colori pastello non tramontano mai, nemmeno in autunno o in  inverno.
Questo perché non conoscono stagioni, infatti restano sempre attuali, anche nei mesi più freddi.

Colori pastello: azzurro
Dal celeste trasparente di un mare limpido

Colori pastello rosso tramontoal rosso fuoco di un tramonto,

Colori rosa sul tessutodal rosa dei petali di una rosa

Cromodipendente con il viola mirtilloal viola profondo dei mirtilli.
Ed è proprio così che ogni colore diventa una creazione particolare, con intensità uniche.
Le mie tinture e le mie stampe botaniche, a volte nascono come esperimenti estetici, ma in linea generale poi, sono un modo per esplorare e comprendere proprio, l’universo dei colori. Leggi tutto “Cromodipendente”