Durante l’ultimo corso di stampa con le coperte vettore, le avevo raccolte per le mie allieve.
Non ricordavo però che in ecoprint, avrebbero avuto una resa così scenografica e piena di carattere.
Le loro impronte, unite ai meravigliosi toni aranciati che hanno rilasciato sul tessuto, mi hanno colpita talmente tanto, che ho deciso di creare uno scialle di seta, stampato quasi interamente proprio con le samare d’acero. Avevo in mente un effetto preciso: qualcosa che ricordasse la pioggia primaverile.
All’inizio più leggera e rada, poi sempre più intensa verso il fondo dello scialle, fino a creare una trama fitta di impronte sovrapposte, come un movimento continuo portato dal vento.
LA STAMPA BOTANICA CON LE SAMARE D’ACERO
La vera magia arriva durante l’apertura del bundle, perché le samare possono rilasciare tonalità aranciate intense, sfumature calde che ricordano la terra, il rame, l’autunno e le foglie illuminate dal sole.
In realtà quando utilizzo le samare in ecoprint, mi sorprende sempre la precisione della loro impronta.
La forma allungata dell’ala, crea segni dinamici e armoniosi sul tessuto, quasi fossero piccoli tratti disegnati a mano.

A volte emergono dettagli netti, altre volte aloni morbidi e imprevedibili.
Ogni stampa cambia in base alla stagione di raccolta, all’umidità del materiale vegetale, alla mordenzatura del tessuto, alla presenza di tannini e ai tempi di cottura e maturazione.
Ed è proprio questo, sempre, che rende ogni pezzo unico.
SU QUALI TESSUTI FUNZIONANO MEGLIO
Le samare di acero possono dare risultati molto interessanti soprattutto su fibre naturali come seta, lana, cotone ben preparato e lino.

Sulla seta, in particolare, i colori aranciati acquistano profondità e luminosità straordinarie.
Il tessuto sembra quasi trattenere la luce dentro le impronte.
Mi piace usarle sia da sole, creando composizioni minimali e leggere, sia insieme ad altre foglie e materiali botanici per ottenere contrasti di forma e colore.
LA BELLEZZA DELLE COSE SEMPLICI
Una delle cose che amo della stampa botanica è proprio questa capacità di trasformare elementi quotidiani in qualcosa di prezioso.
Le samare spesso vengono ignorate, spazzate via dal vento o calpestate senza attenzione.
Eppure, osservate con occhi diversi, diventano strumenti creativi incredibili.
Forse è anche questo il senso dell’ecoprint: imparare a guardare la natura più lentamente, accorgersi delle piccole cose.
Riconoscere quindi la bellezza, in ciò che normalmente passa inosservato.
E così quelle che da bambina chiamavo “ali delle fate” oggi continuano a volare, ma in un altro modo: lasciando sul tessuto impronte leggere, calde e colorate.









