Oggi voglio parlarvi di cosa fare quando un colore non piace, prima di arrendersi, non per “aggiustarlo” soltanto, ma per trasformare la delusione in una porta aperta verso nuove possibilità.
COSA FARE SE IL RISULTATO NON PIACE
PRIMA COSA: LASCIALO RIPOSARE
Ci sono momenti in cui il colore non è “sbagliato”.
È , come dicevo nell’articolo precedente, semplicemente lontano da quello che avevi in testa.
Lo guardi e non ti dice nulla, non ti parla, non ti rappresenta e la prima tentazione è una sola, quello di buttarlo via.
La prima cosa che vi consiglio, è quella di lasciarlo riposare.
Sembra banale, ma direi proprio che non lo è.
Un tessuto bagnato mente, non ci dice il suo colore finale, come avviene anche, se abbiamo realizzato un ecoprint.
Infatti da asciutto il colore si schiarisce, si scalda o si raffredda, oppure addirittura acquista profondità.

Molti “fallimenti” diventano accettabili solo dopo qualche ora, quindi armiamoci di pazienza e aspettiamo.
OSSERVA SENZA GIUDICARE
Naturalmente poi, quando un colore non piace, il primo impulso è quello di autogiudicarsi e dire ” ho sbagliato”.
Ma il colore, il più delle volte, non è un errore, possiamo piuttosto dire che è una nuova informazione!

So che non è sempre facile, ma dobbiamo cercare di capire, sul tessuto com’è la saturazione del colore, se è un problema di tono o di temperatura, o se è proprio il colore in se e il modo in cui magari dialoga con gli altri elementi della stampa, a non piacerci.
CHIEDERSI PERCHE’ NON PIACE
Chiediti perché non ti piace.
Questa è una domanda preziosa, perché ti aiuta sicuramente a crescere.
I motivi possono essere molteplici in realtà.
Ad esempio non ti piace, perché non corrisponde all’idea che avevi in mente? Oppure perché non valorizza la composizione? E’ troppo invadente o troppo debole? O ancora, non si armonizza con la palette che desideravi?
Capire la ragione ti permette di scegliere la strada giusta per intervenire, perché ogni problema ha una possibile risposta diversa.









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