Autunno tempo di tannini

Autunno, tempo di tannini: perché le foglie stampano meglio in questa stagione.
Durante i miei corsi online, una delle domande più frequenti è proprio questa: le foglie stampano meglio in primavera/estate o in autunno?
Io rispondo sempre che ogni stagione porta con sé un diverso equilibrio chimico nelle foglie e quindi risultati diversi e unici in stampa.

VARIAZIONI
Conoscere queste variazioni è importante, perché permette di scegliere quando raccogliere e come stampare, secondo l’effetto desiderato.
Ad esempio in primavera le foglie giovani, tenere e ricche di clorofilla, contengono poco tannino.

Foglie quercia primaverile
Foglie quercia primaverile

Stampano in modo più leggero, con tonalità verdi o giallo-verdi, spesso trasparenti e acquerellate.

Ecoprint con quercia raccolta in primavera
Ecoprint con quercia raccolta in primavera

Sono certamente ideali per chi ama la delicatezza e un effetto morbido, nelle impronte.
Durante l’estate invece, le foglie sono mature: i tannini aumentano, ma restano bilanciati.
Le impronte diventano più stabili e definite, mantenendo un buon equilibrio tra chiarezza e luminosità.
È il periodo ideale per chi desidera contrasti equilibrati e colori naturali.
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La Budleja

Budleja: la farfalla dei giardini e le sue impronte in ecoprint

Nel mio parco sotto casa, la budleja o Buddleja davidii, sta quasi sfiorendo.
I suoi lunghi grappoli di fiori violacei, un tempo pieni di farfalle, ora lasciano spazio alle foglie argentate e sottili che pure tanto amo usare nella stampa botanica su tessuto.

La budleja nel mio parco
Infatti, sebbene la sua fioritura stia volgendo al termine, possiamo apprezzare comunque, tutte le sue altre caratteristiche.
Per chi non l’ha mai usata, né in stampa botanica, né in tintura, sappiate che le sue foglie, grandi e vellutate, possano lasciare una bellissima impronta nell’ecoprint.

CARATTERISTICHE BOTANICHE 

Originaria dell’Asia e dell’America del Sud, la budleja è una pianta arbustiva perenne, che può superare i due metri di altezza.
Le sue infiorescenze a pannocchia, lunghe e profumate, richiamano farfalle e api, tanto che viene spesso chiamata “albero delle farfalle”.
Il suo nome popolare non è casuale. Per tutta l’estate, come dicevo, produce lunghe e dense pannocchie fiorite, che possono andare dal viola al rosa, al, bianco e al lilla.
Sono ricche di nettare e con un persistente e dolce profumo mieloso.
Questa fioritura prolungata, la rende un banchetto irresistibile per api, bombi e, soprattutto, farfalle.
Infatti, nelle giornate di sole, ne sono letteralmente ricoperte. 
E’ conosciuta però anche con il nome  di Lillà d’estate
Le foglie lanceolate, di un verde-grigio vellutato, sono l’elemento che più mi affascina in ecoprint: sottili ma resistenti, rilasciano un’impronta nitida e armoniosa, specialmente se raccolte quando la pianta è quasi a fine fioritura.

Ecoprint con foglia di budleja

STORIA E SIMBOLOGIA

Il nome Buddleja deriva dal reverendo Adam Buddle, un botanico inglese del XVII secolo.
Tuttavia, la pianta divenne celebre solo nell’Ottocento, quando l’esploratore francese Père Armand David ne portò alcuni esemplari in Europa dalla Cina.
In Oriente la budleja era simbolo di rinascita e libertà, forse proprio per la sua capacità di attrarre farfalle — messaggere di trasformazione e leggerezza.
Non esistono antiche leggende tramandate, ma nel linguaggio moderno dei fiori e della natura, la Buddleja rappresenta la trasformazione e il cambiamento.
Le farfalle infatti, sono il simbolo della metamorfosi e della bellezza che ne deriva.

USI CREATIVI IN ECOPRINT DELLA BUDLEJA

È una pianta caducifoglia, il che significa che perde le foglie in autunno.
Ma le foglie di budleja, anche una volta seccate, mantengono una buona struttura e possono essere usate o come impronte dirette nella stampa a contatto, disposte tra due strati di tessuto.
Oppure possiamo usarle, come elementi decorativi da combinare con altre foglie di stagione.
Per valorizzare la loro venatura fine, consiglio di raccogliere le foglie mature, ma non ancora indurite, stamparle fresche o leggermente appassite.
In questo modo rilasciano un colore tenue, tra il grigio-verde e l’ocra chiaro, con un effetto di trasparenza molto delicato.

Stampa botanica budleja

Se invece, si desidera una maggiore intensità, aggiungere una base di ferro o acetato di ferro nel bagno di mordenzatura: la foglia reagirà regalando sicuramente, toni fumosi e più scuri.
Anche i rametti giovani, con la loro corteccia chiara, possono essere disposti sul tessuto, per creare trame sottili e astratte, insomma, tutta la pianta è un’incredibile risorsa per il nostro lavoro di ecoprint!

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Creare un orto tintorio

CREARE UN ORTO TINTORIO

Ci sono libri che arrivano al momento giusto, come se bussassero alla porta del cuore, per ricordarci chi siamo davvero.
La mia ultima lettura, I quaderni botanici di Madame Lucie di Melissa Da Costa, è stata proprio così: una storia delicata, capace di intrecciare il dolore con la rinascita, la fragilità con la forza rigenerante della natura.
Pagina dopo pagina mi sono ritrovata immersa in un giardino di emozioni e colori, e ho sentito forte il desiderio, come nel libro, di tornare a coltivare e creare un orto tintorio con le mie piante sul terrazzo, dedicando loro, la giusta attenzione.
Prendermi cura delle mie piante, significa tra l’altro, non solo avere tra le mani i pigmenti che amo, ma anche dedicarmi a un tempo lento, fatto di attese, osservazioni e piccole magie quotidiane.

i quaderni botanici di Madame Lucie

RISCOPRIRE L’ARTE DELL’ATTESA 

Sappiamo bene tutti, che la fretta, purtroppo, è una compagna costante nella nostra vita quotidiana.
Siamo abituati a correre, a inseguire la produttività e a misurare spesso il nostro successo, in base alla velocità con cui raggiungiamo gli obiettivi.
Ma in realtà, cosa succederebbe se ci fermassimo un attimo?
Se imparassimo a coltivare la lentezza, un’arte che le antiche culture orientali hanno sempre saputo onorare?
Per noi che amiamo le piante, sappiamo bene che nel cuore della natura, la fretta non esiste.
Le piante, ci insegnano il valore dell’attesa, della pazienza e del rispetto per il ritmo naturale delle cose.

OGNI FASE HA IL SUO MOMENTO

Non si può infatti, forzare un seme a germogliare prima del tempo, né pretendere che un fiore sbocci in un giorno.
Ogni fase, ha il suo momento e osservare questo processo con consapevolezza, è un antidoto potente all’ansia e alle aspettative che spesso ci travolgono.
Creare quindi, un orto tintorio è una delle vie più belle per applicare questa filosofia.
Non si tratta solo di piantare, ma di un vero e proprio viaggio che ci connette con la terra e con cicli che non possiamo controllare.

DALL’ ORTO AL GIARDINO TINTORIO

Creare  un orto tintorio, diventa così, uno spazio in cui coltivare piante, capaci di regalarci colori naturali per le nostre stoffe, quindi anche pigmenti naturali per la tintura di tessuti, utilizzabili anche poi, per la pittura o per la cosmesi.
Qui la fretta non trova posto: ogni pianta,  richiede tempo, osservazione e dedizione.
Infatti ad esempio, quando si semina la robbia per ottenere un rosso intenso, si sa che bisogna attendere almeno due anni perché le sue radici siano pronte per essere raccolte.

radici di robbia
Oppure, se si coltiva il guado per il blu, si impara che le sue foglie vanno raccolte in un momento preciso della giornata, prima che il sole sia troppo forte. Leggi tutto “Creare un orto tintorio”

Ritorno alla scrittura

Ritorno alla scrittura: una nuova cadenza tra natura e vita da nonna

Dopo una lunga pausa, torno qui, su queste pagine virtuali, con un ritmo diverso ma con la stessa passione di sempre.
Non più ogni settimana, ma ogni 15 giorni.
La mia agenda si è arricchita di nuove meraviglie e impegni: quelli di una nonna, presenza amorevole e concreta, che cambia la prospettiva, riempie il mio tempo ma nutre, devo dire, anche la creatività.
Ho sentito il bisogno quindi di rallentare, di creare più spazio e respiro, senza però poi  rinunciare a condividere con voi, le mie esperienze e le mie riflessioni.

COME CONTRIBUIRE 

Il mio blog è sempre stato pensato, per gli appassionati e i curiosi, perciò, mi farebbe veramente piacere, sentire spesso, anche le vostre voci.
Se avete idee, suggerimenti o esperienze che volete condividere, non esitate a contattarmi.
Potete lasciare un commento sotto gli articoli, scrivermi via email o interagire con me sui social media.
È grazie a voi, infatti, che il mio blog potrà continuare a crescere e migliorare.
Sono quindi proprio entusiasta del mio ritorno alla scrittura, di riprendere questo viaggio insieme e di scoprire insieme, nuovi orizzonti.

LA NATURA CCOME FONTE INESAURIBILE DI ISPIRAZIONE

In tutto il mio daffare, rimanere curiosi e aperti all’esplorazione, è il segreto per non smettere mai di meravigliarsi.
Ogni pianta, sappiamo bene, ha un tempo, un colore, un’impronta unica: una diversità che apre possibilità infinite.
Infatti durante tutto l’anno raccolgo sempre i miei materiali vegetali e per quel che riguarda le piante, in ogni stagione vedo e percepisco, che qualcosa cambia.
Spesso succede che nuove piante mi attraggono, nuovi colori sembrano parlarmi, e nuove stampe si formano sotto le mie mani come se la natura mi stesse suggerendo percorsi sempre diversi.
Mi lascio così sempre guidare dalla curiosità e dalla voglia di esplorare!
È incredibile quante possibilità emergano quando si rimane aperti all’inaspettato.
Proprio per questo, ritorno alla scrittura!
Perché il desiderio di raccontare e raccontarmi, non è mai andato via, anche quando il tempo è e sarà poco.

Pc con ritorno alla scrittura

STAMPARE E TINGERE TUTTO L’ANNO

Avere a disposizione una collezione di materiali vegetali, tra i più diversi, permette di sperimentare texture, colori e motivi, che cambiano con le stagioni.
Così cerco di far rimanere il mio lavoro sempre fresco e profondamente connesso al ritmo della natura.
L’alternarsi delle stagioni diventa quindi, parte integrante della mia creatività, un ciclo che rinnova ogni volta la mia ispirazione.

   LA BELLEZZA DEI CAMBIAMENTI STAGIONALI 

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Alaterno in ecoprint

ALATERNO IN ECOPRINT : CATTURARE LA MAGIA DEI PIGMENTI
Aprile e maggio, sono mesi di rinascita per le piante,  ci regalano una tavolozza di colori intensi, pronti per essere catturati attraverso la nostra affascinante arte dell’ecoprint.
Dopo aver esplorato le caratteristiche generali dell’alaterno e la sua tintura, nell’articolo precedente, oggi ci immergiamo in un aspetto particolarmente affascinante di questa pianta: la sua straordinaria predisposizione alla stampa naturale, grazie alle sue foglie incredibilmente ricche di pigmenti.

I PIGMENTI

In questo periodo, le foglie di alaterno (Rhamnus alaternus) sono un vero tesoro per chi pratica questa tecnica di stampa naturale.
Cariche di pigmenti, queste foglie sprigionano una ricchezza cromatica che si trasferisce magicamente sulla stoffa.
Infatti l’alaterno in ecoprint, rivela sfumature uniche, perché la generosità dei pigmenti in questo periodo è tale, che spesso si assiste a un fenomeno affascinante quanto, a volte, indesiderato: un alone di colore che si diffonde oltre il bordo della foglia durante il processo di cottura a vapore o bollitura.

Alaterno in ecoprint

ALCUNI SUGGERIMENTI

Come possiamo allora preservare la nitidezza dei contorni quando lavoriamo con l’alaterno in ecoprint così ricco di colore?
Ecco alcune considerazioni generali e suggerimenti pratici:
Sicuramente molto importante una mordenzatura accurata.
Sappiamo bene infatti che una preparazione adeguata del tessuto è fondamentale.
Un mordente efficace, aiuterà le fibre ad assorbire i pigmenti in modo più stabile, riducendo la tendenza alla migrazione del colore.
Allume e tannino sono i mordenti più comuni e affidabili.
Il secondo suggerimento è quello di effettuare una pressione controllata.
In questo caso, la pressione esercitata durante l’arrotolamento del tessuto attorno al supporto, gioca un ruolo cruciale.
Una pressione eccessiva può schiacciare le foglie e favorire la fuoriuscita incontrollata dei pigmenti.
Quindi bisognerà effettuare una pressione uniforme, ma non eccessiva.

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