Lo ammetto: sono cromodipendente.
Non potrei vivere senza i colori, senza le loro sfumature che viaggiano insieme alle stagioni, senza quell’adrenalina, che accompagna ogni mio esperimento con le tinture naturali e la stampa botanica.
COSA MI ISPIRA
Quando il tempo è brutto e la luce sembra svanire, mi rifugio tra i pigmenti delle piante, creando nuove texture.

Così pure tra le foglie che rilasciano le loro impronte e tra le fibre che si trasformano in qualcosa di unico.
Uso praticamente i colori naturali, come una forma di riequilibrio energetico, cioè le energie fluiscono liberamente creando una sintonia, tra corpo e anima.
Poiché infatti, ogni tonalità parla un linguaggio diverso, ogni colore è capace di toccare le mie corde sottili, di sciogliere a volte le malinconie, con la capacità incredibile, di restituirmi calma o entusiasmo.
In questo viaggio sensoriale scopro così, ogni giorno, quanto sia profondo il legame tra colore e benessere.
COLORI PASTELLO
Nel mio mondo, i colori pastello non tramontano mai, nemmeno in autunno o in inverno.
Questo perché non conoscono stagioni, infatti restano sempre attuali, anche nei mesi più freddi.

Dal celeste trasparente di un mare limpido
al rosso fuoco di un tramonto,
dal rosa dei petali di una rosa
al viola profondo dei mirtilli.
Ed è proprio così che ogni colore diventa una creazione particolare, con intensità uniche.
Le mie tinture e le mie stampe botaniche, a volte nascono come esperimenti estetici, ma in linea generale poi, sono un modo per esplorare e comprendere proprio, l’universo dei colori.
ESSERE CROMODIPENDENTE
Essere cromodipendente significa vivere in ascolto del colore, lasciarsi attraversare da esso, riconoscere che, in una sfumatura si nasconde un’emozione o un ricordo.
Lavorare con i pigmenti vegetali significa quindi, dialogare con la natura, perché estrarre colore dalle piante è proprio, come dialogare con loro.
Ogni specie, ogni parte vegetale, ogni stagione entra nel gioco, con sfumature che cambiano secondo il mordente, il pH, la fibra, il trattamento.
PRINCIPI UTILI PER CAPIRE QUANDO “GIOCARE CON I COLORI”
Sappiamo bene infatti, che i risultati della stampa ecologica, variano a seconda di numerose condizioni: stagione della pianta, parte della pianta utilizzata, tempo di lavorazione, qualità dell’acqua, livello di pH, mordente, metodo di lavorazione, tipo di fibra (proteina, cellulosa o sintetica), ecc.
Il mordente ad esempio, è essenziale.
Sappiamo bene che serve a fissare il colore sulle fibre.
Mordenti comuni sono allume, ferro, rame; ciascuno non solo poi, aiuta a fissare, ma può cambiare addirittura la tonalità del colore.
Un giallo può diventare oro più scuro e un rosso più terreo, se ad esempio si usa il ferro, come nella foto qui sotto.

Altro principio utile da capire è il pH della soluzione: acido, neutro o alcalino. Alcuni coloranti vegetali reagiscono fortemente al pH.
Il cavolo rosso, anche se non ci dà una tintura stabile, può essere l’esempio di variazione di colore più semplice da verificare, anche con i bambini.
Può dare toni rossi violetti in ambiente acido e blu/verdi se l’ambiente sarà alcalino.
Cambiare il pH quindi, è praticamente come disegnare con un pennello invisibile che ci porta a numerose sfumature.
ALTRI PRINCIPI UTILI
La parte della pianta: foglie, fiori, radici, corteccia o semi danno colori molto diversi. Le radici spesso sono più ricche di pigmenti stabili e intensi; i petali possono essere splendidi ma più delicati. Le foglie possono dare verdi o giallo-verdi.
La qualità della fibra da tingere poi, come lana, seta, cotone, lino, fibre miste rispondono diversamente.
Le fibre proteiche, in genere trattengono meglio certi pigmenti, mentre le fibre vegetali, hanno assolutamente necessità del mordente e di un trattamento con più cura.
Un aspetto da non sottovalutare poi, è la stabilità alla luce e ai lavaggi.
Molti pigmenti vegetali svaniscono o cambiano tono con l’esposizione al sole o con i lavaggi frequenti.
E’ sempre necessario quindi, se fai stampe botaniche su tessuti che vuoi usare, testare questo aspetto, esponendo almeno un campione al sole e ai lavaggi.
Origine locale e stagionalità: usare piante locali, stagionali, aiuta molto.
Il pigmento può variare da stagione a stagione, quindi dalla quantità di sole che riceve , ma anche dalla pioggia, maturazione e crescita della pianta.
BUONA VOLONTA’
Nella stampa ecologica e nelle tinture naturali, l’atteggiamento più importante per il successo, credo sia la volontà di provare cose nuove.
Questo perché non esiste un’unica strada, né formule perfette: solo la curiosità, l’osservazione e alcune buone pratiche, che si imparano con il tempo.
Ogni esperimento, ogni errore e ogni scoperta sono passi di un percorso che ci portano ad una specie di libertà creativa.
Se vuoi comunque scoprire o approfondire anche tu, la magia del colore naturale esplora i miei corsi online individuali, di stampa botanica e tintura naturale, dove ogni pianta, con un po’ di esperienza, diventa una tavolozza e ogni tessuto una tela incredibile.
Lasciati quindi guidare dal colore, e magari scoprirai anche tu di essere un po’ cromodipendente come me!






