Tintura naturale con pignette di cipresso

Tintura naturale con pignette di cipresso: colori caldi e profumo di bosco
In questi giorni addietro, ho raccolto alcune pignette di cipresso, o più precisamente gli strobili legnosi di questa elegante conifera, caduti naturalmente a terra.
In genere vengono usate per decorazioni fai da te o composizioni floreali grazie alla loro bellezza rustica, naturale e per la loro lunga durata.
Per me però, hanno un valore diverso: le utilizzo come materia tintoria naturale.

Pigne cipresso per tingere i tessuti

ALCUNE CARATTERISTICHE

Il cipresso è una pianta sempreverde che accompagna da secoli la vita dell’uomo.
E’ un albero elegante, slanciato, con le chiome scure rivolte verso il cielo.
Lo troviamo spesso nei viali dei cimiteri e nei paesaggi mediterranei.
Per molte culture è simbolo di eternità, rinascita e protezione.

FAMIGLIA E STRUTTURA
Il cipresso comune il cui nome scientifico è Cupressus sempervirens  appartiene alla famiglia delle Cupressaceae, la stessa del Ginepro (Juniperus), del Tasso (Taxus), del Calocedro (Calocedrus) e della Thuja, con cui viene talvolta confuso, per l’aspetto simile del fogliame.
Tuttavia, il cipresso si distingue per la chioma più slanciata, le foglie minute e squamiformi di un verde cupo e soprattutto, per i suoi coni legnosi.
È un albero che può superare i 25 metri di altezza, con tronco diritto.
Originario del bacino del Mediterraneo orientale, il cipresso è oggi diffusissimo in Italia, dove è diventato parte integrante del paesaggio rurale e dei viali cimiteriali, simbolo infatti, di immortalità e protezione.

TRA POESIA E LEGGENDA 

Il cipresso non è solo pianta e colore, infatti spesso, è presente anche nella poetica.
Virgilio, nel suo Eneide, lo cita come albero sacro.
Foscolo lo ricorda nei suoi Sepolcri, trasformandolo in un segno di memoria e eternità.
Nelle leggende popolari, invece, spesso appare come “ponte” tra il mondo terreno e quello spirituale.

RACCOLTA E PREPARAZIONE 

In genere si raccolgono a  inizio settembre o quando le pignette si sono naturalmente staccate dall’albero.
È importante rispettare i tempi della natura, evitando di strapparle dai rami.
Contengono semi minuscoli e resine profumate che, oltre a essere usate come dicevo prima, nelle decorazioni o in erboristeria, possono diventare per noi, una risorsa tintoria.

COME PREPARARLE

Dopo una leggera pulizia, si possono spezzare e lasciare in ammollo, per poi farle bollire a fuoco lento.
La decozione libera tannini e sostanze coloranti che impregnano appunto e colorano, i nostri tessuti naturali.
Possiamo infatti considerarli, ottimi mordenti naturali.
I coni polverizzati venivano impiegati  infatti anche, nella concia delle pelli grazie al contenuto di tannino.
Sono inoltre ricchi di resine aromatiche, responsabili del profumo balsamico e delle proprietà antisettiche.
Ricche anche di flavonoidi – tra cui quercetina e catechine, che contribuiscono alle tonalità giallo-brune.
Le pignette più giovani, ancora verdi, contengono più resina e meno tannini; quelle mature e legnose invece sono ideali per la tintura.

TINTURA NATURALE  CON PIGNETTE DI CIPRESSO
Durante la bollitura i coni legnosi, rilasciano lentamente i loro tannini, regalando all’acqua un colore caldo e profondo.

Decotto per tintura con pignette di cipressoApplicati ai tessuti, questi pigmenti donano sfumature che spaziano dal nocciola chiaro al bruno dorato, fino a toni più intensi, se si varia il tempo di estrazione o la mordenzatura.
Mentre sobbollono, nella mia stanza, si diffonde il profumo del cipresso e il suo profumo, devo dire, è inconfondibile.
Queste piccole sfere legnose, formate da più squame disposte a spirale, maturano lentamente sull’albero e si aprono solo dopo mesi, a volte anni, per liberare i semi.
Hanno un profumo resinoso e persistente e durante la bollitura balsamico. 
Così, ciò che spesso è solo un elemento decorativo diventa, tra le mie mani, una tintura viva a tutti gli effetti, capace di raccontare la bellezza silenziosa dei boschi di cipressi.

Tintura naturale con pignette di cipresso su cotone

I VARI COLORI CHE SI OTTENGONO DALLE PIGNETTE 

La tintura naturale ottenuta dalle pignette del cipresso, ci può regalare come vedete nella foto sopra, toni caldi e terrosi, che variano però dal giallo ambrato al beige, fino a bruni più intensi.
L’uso di diversi mordenti permette di modulare le sfumature, creando una palette di colori, che richiama il legno e la resina.
Mi sembra un colore discreto, ma al tempo stesso profondo e credo sia perfetto per chi ama i toni naturali che dialogano con la terra.

SFRUTTARE LE POTENZIALITA’ AL MASSIMO

Quando si lavora con un decotto ottenuto dalle pignette di cipresso, uno degli aspetti più affascinanti è la possibilità di trasformare il colore di partenza attraverso i viraggi.
I tannini contenuti nei coni reagiscono facilmente con diversi agenti, come ferro, rame, acidi o alcali, modificando profondamente la tonalità finale.
È proprio questa capacità di “dialogare” con altre sostanze che permette di ottenere una gamma sorprendentemente ampia di nuance.
Possiamo ottenere quindi, dai beige caldi ai bruni intensi, fino a grigi, verdi oliva e toni più profondi.

Viraggi con pignette di cipresso in tintura

I viraggi diventano allora, un vero e proprio strumento creativo, che consente di trasformare il colore naturale del cipresso, come anche quello di qualsiasi altra pianta tintoria.
In questo modo possiamo poi scegliere l’effetto che più ci piace ottenere sul nostro tessuto.

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