Tintura con Cercis Siliquastrum

Nonostante le temperature alte e le sfide della stagione, ci sono alcuni alberi, le cui foglie persistono qua  e là, rivelando una certa determinazione, per   affrontare l’inverno con fierezza: il Cercis Siliquastrum, chiamato anche albero di Giuda, da cui in questi giorni ho ricavato, una splendida inaspettata tintura.

ULTIME FOGLIE D’INVERNO

Nella quiete invernale, quando la natura sembra addormentata sotto il manto freddo, ci sono infatti  alcuni alberi, che offrono un raro spettacolo di resilienza.
Mentre molte piante, quindi,  perdono le foglie per prepararsi all’inverno, gli alberi di Giuda, mantengono le loro foglie fino all’ultimo momento possibile.
Infatti, anche quando il gelo stringe la natura con la sua presa fredda, queste foglie resistono e sono un segno tangibile della determinazione di questa pianta a non cedere di fronte alle avversità.
Ne ho quindi raccolte alcune, prima che cadessero definitivamente

Ultime foglie di Cercis Siliquastrum

e le ho messe in pentola per ricavarne appunto una tintura.
A volte, lo sappiamo bene, si hanno delle sorprese incredibili, ma prima di raccontarvele, facciamo un piccolo studio su quest’albero.

Foglie albero di Giuda, pronte per l'estrazione
Foglie albero di Giuda, in pentola, pronte per l’estrazione

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Cotinus coccygria

Tempo fa ho già scritto un articolo sullo scotano, il cui nome scientifico è Cotinus coggygria.
Quando però ci sono amiche che venendoti a trovare, te ne portano fasci interi, è d’obbligo usarlo per fare nuovi esperimenti.

Cotinus coggygria foglie

Il  Cotinus coggygria è una specie appartenente alla famiglia delle Anacardiaceae. Le sue foglie sono molto apprezzate per le loro proprietà tanniche e per i pigmenti naturali che contengono.
Nel vasto mondo delle piante tintorie, per me, il Cotinus coggygria, occupa sicuramente un posto speciale. Sono infatti molto legata a questa pianta, emotivamente.

Questo arbusto ornamentale, offre foglie e fiori che possono essere utilizzati per creare bellissimi effetti di colore sui tessuti, in tintura, ma anche, come vedete nella foto qui sotto, in stampa.

ecoprint con foglie cotinus


TINTURA CON FOGLIE DI  COTINUS COCCYGRIA 

Come dicevo, in qualche articolo addietro, ho parlato già della tintura, ottenuta però dal legno dello scotano.
In questo articolo, invece, esploreremo le caratteristiche delle foglie di scotano e come utilizzarle per creare meravigliosi effetti di colore sui tessuti.
Per preparare una tintura naturale con le foglie di scotano, è possibile seguire questi passaggi:
Raccogliete foglie di scotano durante la primavera/estate o l’autunno e scegliete foglie sane e mature.
Portate a ebollizione una pentola di acqua e aggiungete le foglie di scotano. Riducete la fiamma e fate sobbollire per almeno un’ora. Questo permetterà ai pigmenti delle foglie di trasferirsi nell’acqua e creare una tintura colorata, il famoso decotto.

Decotto con Cotinus

Lasciate raffreddare la tintura, quindi filtratela per rimuovere eventuali detriti e tutte le foglie.
Immergete infine il tessuto che si desidera tingere nella tintura di scotano. Assicuratevi che il tessuto sia completamente immerso e lasciatelo in ammollo per diverse ore o anche per una notte intera per ottenere colori più intensi.

In realtà la tintura con le foglie di Cotinus, non risulterà molto intensa nel suo decotto. Ci donerà però un bel rosa cipria, a meno che non usiate dei viraggi. Leggi tutto “Cotinus coccygria”

Tintura con bacche di ligustro

Ho esplorato il colore naturale per anni, ma da tantissimo tempo non riprovavo più la tintura con bacche di ligustro e vi spiego anche il perché.

Tintura con bacche di ligustro
Tintura con bacche di ligustro

In realtà in antichità si pensava che la pianta avesse proprietà curative e che fosse utile per le affezioni del cavo orale, inoltre le bacche venivano spesso utilizzate come colorante alimentare.
Purtroppo però studi più recenti hanno dimostrato che la pianta non è assolutamente curativa e  sicuramente non è commestibile per l’uomo.
Si dice addirittura che le bacche ingerite siano velenose, anche se è difficile mangiarne tante e avvelenarsi, giacché non hanno sapore gradevole.
Sono invece molto gradite agli uccelli, infatti molte specie ne sono ghiotte. Soprattutto le bacche di ligustro sono molto gradite alle capinere e alle tortore.

STORIA E USI DEL LIGUSTRO
Il ligustro vanta una tradizione letteraria antichissima. Ha delle illustri citazioni e lo troviamo nominato in un componimento agreste di Virgilio e in un ‘opera di storia naturale di Plinio.
Il nome generico Ligustrum deriva dal latino ligare, ovvero legare o fasciare, perché con i suoi rami belli dritti, sottili e flessibili, soprattutto con quelli più giovani, si creavano spesso dei cesti.
Il nome vulgare, invece, significa comune e si rifà all’ampia diffusione della specie.
Introdotto nel nord America e in Oceania, è sfuggito poi dalla coltivazione ed è diventato invasivo in numerosi luoghi.
In italiano si chiama ligustro comune o olivella.
La pianta è molto mellifera e le foglie proteiche sono un ottimo foraggio. Leggi tutto “Tintura con bacche di ligustro”

Il rosmarino

Mi piace molto utilizzare i prodotti della terra e il rosmarino è una delle piante officinali  e aromatiche, tra le mie preferite.
Non lo uso quindi solo come ingrediente per la cucina, ma come già avrete capito, lo uso anche in tintura naturale.

tintura e viraggi con il rosmarino
tintura e viraggi con il rosmarino

E’ una pianta molto profumata, sempreverde e ha una fioritura meravigliosa, che vira tra viola,  blu, azzurro-violetto, malva e bianco. I fiori sbocciano a partire dalla primavera e l’ impollinazione avviene quasi sempre ad opera di insetti. In particolare le api e i bombi vengono fortemente attirati dai fiori e dal profumo emanato da questa pianta.

L’etimologia della parola rosmarino viene da Rosmarinus officinalis, dalle parole latine ros (rugiada) e maris (mare) . Ne esistono diverse varietà che si differenziano per la maggiore o minore aromaticità e per il portamento.
Il rosmarino si riproduce per talea. E’ verde tutto l’anno, ed è un’erba d’elezione nella nostra penisola. E’ anche l’ unico rappresentante del suo genere, nella famiglia delle Labiatae.

CURIOSITA’ SULLA PIANTA
Il rosmarino è una pianta dedicata a Venere, piena di  miti e simpatiche leggende che potrete trovare qui .
Prima ancora che in cucina, gli antichi Romani, usavano il rosmarino per aromatizzare il vino. Leggi tutto “Il rosmarino”

Ecoprint con cottura in acqua

Certamente tutti o quasi sapete che l’ecoprint può essere fatto con la cottura in acqua o a vapore.
Oggi vi parlo dell’ecoprint con cottura in acqua.
La prima volta che ho conosciuto l’ecoprint, in un corso con Irit Dulman nel 2012 ho cotto in acqua i miei fagotti.
Da allora per lungo tempo ho utilizzato questa tecnica, sia per i miei tessuti che per la stampa  su carta.

poncho con cottura in acqua

La resa è sorprendente  perché  sul tessuto, all’apertura del rotolo, si individuano mille nuance.
Sicuramente un ecoprint diverso da quello in cui si utilizza la cottura a vapore, ma di questo vi parlerò prossimamente in un altro articolo.
In acqua in genere uso mettere per la cottura, foglie avanzate, raccolte per la stampa, anche quelle che nei giorni precedenti magari, si sono seccate.

SUGGERIMENTO:
Aggiungo sempre a queste foglie in pentola, foglie di eucalipto, perché  ricche di tannini in modo da  poter così aiutare le altre foglie a spingere fuori i loro pigmenti ed anche perché  emanano il loro buonissimo profumo balsamico. Se poi non avete a portata di mano le sue foglie, potete aggiungere una punta di cucchiaino di tannino in polvere! Leggi tutto “Ecoprint con cottura in acqua”