Tannini nei rami di potatura

Ci sono momenti in cui mi basta vedere dei rami a terra,  appena tagliati,  per fermarmi e chiedermi quanti tannini ci saranno in quei rami di potatura.
Sicuramente non guardo mai quei rami come scarti, ma sempre come una possibilità.
Infatti mi capita spesso, dopo una potatura, di raccoglierne qualcuno.
Non tutti, solo quelli che mi “chiamano”, quelli con una corteccia interessante, un colore già promettente, o semplicemente una sensazione.

Tannini nei rami potati

Perché negli anni ho imparato una cosa:
non tutti i rami contengono tannino. Ma quando c’è, lo senti.

 COME RICONOSCO SE UN RAMO PUO’ FUNZIONARE ?

Non ho una regola precisa, ma nel tempo, ho sviluppato un’attenzione.
Guardo prima di tutto la corteccia. Se è viva, presente, magari leggermente rugosa o intensa, mi interessa.
Poi scelgo spesso rami giovani, sono quelli che, nella mia esperienza, restituiscono di più.
So già che alcune piante sono più generose: quercia, castagno, noce… con loro vado quasi sul sicuro.
Altre invece le provo, senza aspettative. E a volte , sono proprio quelle a sorprendermi.

 IL MOMENTO DELL’ESTRAZIONE

Quando torno a casa, non ho mai fretta.
Taglio i rami, li spezzo, a volte schiaccio leggermente la corteccia.
È un gesto semplice, ma devo dire che cambia tutto.
Li metto poi  in acqua fredda e li lascio lì.

Potatura
Il giorno dopo, li porto lentamente a temperatura.
In genere infatti, non cerco mai una bollitura aggressiva, preferisco lasciare che il colore esca piano piano.
Dopo circa un’ora  o due, a seconda del colore che vedo, spengo.
Ma il vero lavoro, per me, inizia dopo.

 QUELLO CHE SUCCEDE QUANDO NON FACCIO NIENTE

La regola è lasciare sempre riposare il bagno, ore, a volte anzi una notte intera, o anche due.
Ed è lì, in quel bagno di tannini con  rami di potatura, che succedono le cose più interessanti.
Il colore cambia leggermente, spesso si approfondisce e a volte, si velano le superfici, compare cioè una patina e l’odore si trasforma.
Molte persone mi chiedono se è normale.
Si, e spesso è anche prezioso.
Ho imparato a non buttare via subito questi bagni, a  osservarli, perché in alcuni casi entrano in una sorta di fermentazione lieve, che modifica il risultato finale.
Non succede sempre,  ma quando succede, lo riconosco e lo capisco.

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Tessuti e mordenzatura

Tessuti e Mordenzatura:  estetica e resistenza
La tintura naturale mi ha sempre affascinato per i suoi bei colori , la connessione con la natura e il rispetto per l’ambiente.
Infatti se dovessi definire la tintura naturale o la stampa botanica, le definirei con le parole “ rispetto, consapevolezza, ma anche molta conoscenza tecnica. ”
In realtà, infatti, quando si parla di durabilità del colore, soprattutto per i tessuti destinati all’uso quotidiano o alla commercializzazione, entrano in gioco criteri tecnici ben precisi: resistenza ai raggi UV, ai lavaggi ripetuti e allo sfregamento.
Praticamente è un vero equilibrio tra arte e scienza, dove ogni scelta – dalla pianta al mordente, fino al tipo di tessuto – contribuisce a creare qualcosa di bello e durevole.

LA SCELTA DELLA PIANTA E IL RUOLO DELLA MORDENZATURA 

Per ottenere colori durevoli, la scelta della pianta tintoria è cruciale.
Il colore però, non dipende solo dalla pianta, perché per i tessuti la mordenzatura,  gioca un ruolo essenziale.

Tessuti e mordenzatura
La mordenzatura, cioè il trattamento preliminare del tessuto con sali minerali o sostanze naturali che favoriscono la fissazione del colore, può fare la differenza tra un colore che sbiadisce in pochi lavaggi e uno che resiste nel tempo.
Però ci sono alcuni esempi di piante ad alta tenuta, come l’Indaco,

tintura naturale con indaco

noto per la sua resistenza alla luce e ai lavaggi, la cipolla e il  melograno, ricchi di tannini colorati, ideali quindi  per la biancheria da casa o tessuti soggetti a uso intenso.

TESSUTI E MORDENZATURA DELLE FIBRE PROTEICHE 

Quando si parla di mordenzatura, molti pensano subito a processi lunghi e complicati.
Ma per chi lavora con fibre proteiche come lana e seta, la realtà è molto più semplice e gratificante!
La mordenzatura serve a preparare la fibra ad accogliere i pigmenti delle piante tintorie, rendendo il colore più intenso e duraturo.
Nel caso di fibre proteiche, il processo è diretto e senza troppi passaggi.
In più, alcune piante — in particolare quelle ricche di tannini — si comportano da mordenti naturali e possono essere usate anche senza trattamenti preliminari.
Ma attenzione: usare un mordente ne esalta comunque la resa cromatica.

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