Sembra improduttivo sperimentare?

Sembra improduttivo sperimentare? Direi proprio di no.
In realtà ci sono momenti in cui il lavoro creativo sembra fermo.
Il tavolo è pieno di prove, campioni, tessuti macchiati, foglie lasciate asciugare, tinture nate quasi per caso.
Eppure, agli occhi di chi guarda da fuori, sembra che non stia succedendo nulla. Spesso infatti, mio marito dice: Com’è, oggi non hai prodotto nulla?
In effetti a volte capita, che nessun pezzo è finito, nessuna collezione è totalmente pronta e non c’è nessun risultato immediato da mostrare.
Ma è proprio lì che spesso nasce la parte più autentica del lavoro.

Sembra improduttivo sperimentare ?

SEMBRA IMPRODUTTIVO SPERIMENTARE?
IN REALTA’ E’ IL TEMPO INVISIBILE DELLA CREAZIONE

Nel mondo creativo siamo abituati a pensare che tutto debba trasformarsi subito in qualcosa di utile, visibile, pubblicabile.
E invece secondo me, la sperimentazione ha un ritmo diverso.
Ci sono giorni in cui studio un tannino nuovo, provo una corteccia, osservo come reagisce un tessuto già tinto, cambio mordente, provo i tempi e le temperature.
E quindi, apparentemente “non produco”.
Ma in realtà sto costruendo!
Quindi se mi chiedo se sembra improduttivo sperimentare, mi rispondo dicendo che ogni prova, anche quella che non funziona, lascia un segno nella memoria delle mani.
Cioè praticamente, ogni errore apre una strada che prima non vedevo e ogni tessuto accantonato contiene informazioni che magari torneranno mesi dopo, nel momento giusto.

DARE TEMPO ALLE MANI  E ALLA MENTE DI IMMAGINARE

Credo profondamente che le mani, abbiano bisogno di tempo quanto la mente.
Quando lavoro con le tinture naturali, con l’ecoprint o con la stampa botanica, mi accorgo che non posso forzare tutto.
Ci sono intuizioni che arrivano solo mentre faccio, mentre piego un tessuto,

Intuizioni e sperimentazioni

mentre raccolgo foglie, o mentre osservo una stampa uscita diversa da come l’avevo immaginata.
Lo definirei in realtà, un dialogo lento.
A volte infatti la mente capisce dopo, quello che le mani avevano già intuito.
Ed è proprio per questo, che concedersi uno spazio di ricerca, non è tempo perso, ma direi piuttosto, che è nutrimento creativo.

IL PRODURRE SILENZIOSO CHE NESSUNO VEDE 

In natura, le trasformazioni più importanti, sappiamo che iniziano sottoterra.
Infatti, prima che qualcosa emerga, succede un lungo lavoro invisibile.
Le radici si allungano nel buio, si espandono senza fare rumore e preparano ciò che verrà dopo.
Penso spesso che anche il processo creativo funzioni così.
Ci sono periodi in cui non nasce nulla di definito, ma dentro si stanno accumulando immagini, idee, collegamenti, intuizioni.
Si sta formando un terreno nuovo.

Laboratorio e sperimentazioni
Praticamente esiste un produrre silenzioso, che non appare sui social, che non entra subito in un articolo o in una fotografia.
È fatto solo di appunti, tentativi, osservazioni, materiali lasciati a riposo.
È appunto, il lavoro invisibile, quello che assomiglia ai semi sotto terra.
Per questo oggi come oggi, non sento più l’urgenza di trasformare ogni sperimentazione, in qualcosa di immediatamente concluso.
Alcune prove, secondo me, devono semplicemente sedimentare.

RESTARE ALLIEVI DEL PROPRIO PERCORSO CREATIVO 

Una delle cose che sento più vere nel mio lavoro è questa: non credo di essere mai arrivata davvero a un punto definitivo.
Così come con tutte le varie tecniche manuali, continuo ancora oggi a imparare.
Ci sono giorni in cui tutto sembra funzionare in modo naturale, e altri in cui qualcosa non va come immaginavo, ma anche questo fa parte naturalmente, del percorso.
Spesso si pensa che con l’esperienza si smetta di sbagliare.
Io credo invece, che l’esperienza insegni soprattutto a osservare meglio gli errori, ad ascoltarli senza viverli sempre come un fallimento.
Con il tempo non si smette di apprendere: si impara semplicemente a restare aperti alla ricerca.
Ed è proprio quello che continuo a fare ogni volta che preparo un tessuto,  non per arrivare a una perfezione assoluta, ma per continuare ad approfondire il mio modo personale di creare.

STUDIO E SPERIMENTO SENZA PRETENDERE FRUTTI IMMEDIATI

Con il tempo quindi ho imparato, che non tutto nasce per essere perfetto subito.
Ci sono ricerche che maturano lentamente, colori che diventano comprensibili dopo molte prove e tecniche che chiedono pazienza, prima di trovare una voce personale.
Praticamente, come dicevo, ci sono giornate intere dedicate semplicemente all’osservazione.
A capire come reagisce un tessuto, a notare la differenza tra una foglia raccolta fresca e una essiccata.
A vedere come un tannino cambia intensità con il passare delle ore.
In realtà sono dettagli minuscoli, ma è proprio lì, a mio parere, che si costruisce davvero un linguaggio personale.
E allora continuo così: studio, sperimento e osservo.
Devo dire poi, che  molte delle cose che oggi sento davvero mie, sono proprio nate in quei periodi apparentemente improduttivi, fatti di silenzio e tentativi .
Ed è strano pensare quanto la creatività abbia bisogno anche di pause, vuoti e tempi morti per poter maturare.

CONCLUSIONI

In conclusione, anche dopo anni di esperienza, continuo a sentirmi in ricerca.
Una frase in cui mi ritrovo molto, è quella dello scrittore Tom Peters: “Ciò che devi sapere sul tuo prossimo lavoro, è contenuto nel tuo ultimo lavoro.”
Quindi sperimentare non è affatto improduttivo,  forse è proprio il contrario.
Forse è il terreno nascosto da cui tutto, lentamente, prende forma.
Insomma,  alcune sperimentazioni servono semplicemente ad aprire altre possibilità.
Altre invece, magari non porteranno mai a un lavoro concluso, ma avranno comunque insegnato qualcosa.

Leggi tutto “Sembra improduttivo sperimentare?”

Il Tinkering

Carissimi e carissime, è con grande piacere che vi do il bentornato sul mio Blog, dopo una pausa rigenerante per le vacanze estive, oggi voglio parlarvi di una pratica creativa: il tinkering.
Prima di approfondire però,  voglio sperare, che anche voi abbiate avuto l’opportunità di staccare la spina, rilassarvi e godervi momenti di svago e serenità.

Del resto le vacanze sono un momento prezioso per ricaricare le energie, riflettere e ritrovare l’ispirazione.
Infatti, durante questo periodo, ho colto l’occasione per esplorare nuove idee, approfondire argomenti di interesse e pianificare contenuti per i prossimi mesi.

Come preannunciato sopra, oggi esploreremo un approccio creativo che può trasformare il modo in cui affrontiamo il lavoro manuale e artistico: il tinkering. Questa pratica non solo ci invita a “pensare con le mani”, ma ci insegna anche a lasciare andare le aspettative, soprattutto quando lavoriamo con tecniche come l’ecoprint e le tinture naturali.

Mani che lavorano

PENSARE CON LE MANI

Mi piace molto questo concetto: pensare con le mani !
Cosa significa?  Si dice che la mano è l’organo dell’intelligenza.
Infatti Maria Montessori diceva che il lavoro della mano, l’affinamento e lo sviluppo delle sue capacità, sono tutt’uno con lo sviluppo della mente e dell’indipendenza.
Ci si pone quindi l’obiettivo di esplorare e sperimentare idee, mentre si costruisce qualcosa.
Nel nostro campo possiamo utilizzare materiali di recupero, materiali poveri e materiale reperibile tra i nostri tessuti.
Il bello di questa tecnica è puntare più che altro sul processo più che sul risultato.
Questa pratica ci aiuta a:
Scoprire Nuove Possibilità: Manipolare materiali e strumenti in modi non convenzionali può portare a scoperte inaspettate.
Sviluppare Abilità Pratiche: Il tinkering migliora la nostra destrezza manuale e la comprensione pratica dei materiali.
Coltivare la Pazienza: Attraverso il processo di prova ed errore, impariamo a essere pazienti e a perseverare. Leggi tutto “Il Tinkering”

Texture con le legature

Ottenere texture con le legature è una delle cose più divertenti che si possa creare su un tessuto.
Come ottenerle? Una volta che abbiamo disposto i materiali vegetali sul tessuto, quest’ultimo viene piegato, arrotolato o legato in vari modi.
Questa fase di legatura è cruciale, poiché le pieghe e le legature determinano i segni e le texture che verranno impresse.

Legature e texture
Tra le varie tecniche, le più comuni sono:
l’arrotolamento stretto dove il tessuto viene arrotolato intorno a un supporto, che può essere un bastone o un tubo e legato strettamente con corde spago, fettucce o elastici.

Legature bundle
Altro tipo di  tecnica sono le pieghe a fisarmonica: il tessuto sarà piegato ripetutamente come una fisarmonica, quindi legato o avvolto in modo da mantenere la forma.
Oppure ancora i nodi e legature casuali: nodi e legature irregolari creano effetti più spontanei e imprevedibili.
Ultimamente ho fatto delle legature anche con l’indaco e questo  nella foto qui sotto è il risultato.

Legature con tintura in indaco
Legature con tintura in indaco


LA MAGIA DELLA COTTURA IN ACQUA

Se adoperiamo la cottura in acqua, dopo la legatura, immergeremo il bundle con il tessuto e i materiali vegetali in una pentola d’acqua e cuoceremo a fuoco lento per diverso tempo.
Come ben sappiamo, il calore e l’umidità aiuteranno a trasferire i pigmenti naturali dalle piante al tessuto.
La durata e la temperatura della cottura possono variare, influenzando i colori e le texture finali.

TEXTURE CON LE LEGATURE

Durante la cottura quindi, i pigmenti delle piante migrano sul tessuto, creando una miriade di segni unici.
Le legature strette, impediscono al colore di raggiungere alcune aree, creando così, contrasti sempre interessanti.
Infatti queste texture con le legature, si ottengono solo tramite spago, elastici o fili, che creano appunto, aree di resistenza, che impediscono al colore di penetrare uniformemente.

SEGNI E TEXTURE: UN MONDO DI BELLEZZA NATURALE

I segni lasciati dalle legature e dalla cottura in acqua sono estremamente variabili e irripetibili, mai uguali.
I colori dipendono da diversi fattori come ad esempio il tipo di pianta.
Le diverse piante infatti, messe in acqua, rilasciano pigmenti diversi.
Ad esempio, alcune foglie di eucalipto tendono a creare un bel fondo arancione, come in foto.

Legature con cottura in acqua con eucalipto
Legature con cottura in acqua con foglie di eucalipto

Invece altri tipi di foglie, possono produrre toni verdi o marroni.
Ogni foglia e fiore infatti, contribuisce con la sua essenza unica,  a trasformare il tessuto, in una tela, ricca di colori e texture, tra le più svariate.
Come dicevo prima, le pieghe e le legature creano resistenze al passaggio del colore, formando pattern unici come cerchi, linee e forme astratte.

stampa legature e foglie

Se poi, sotto o sopra lo spago, inseriamo delle foglie, anch’esse verranno stampate con un effetto molto particolare.

Legature del bundle con foglie

I tempi di cottura più lunghi e temperature più alte, potranno senz’altro intensificare i colori e le texture, mentre cotture più brevi o a basse temperature, possono dare risultati più delicati e sfumati.
Durante la cottura comunque, vari fattori possono influenzare il risultato finale: l’acqua utilizzata, ad esempio, può variare, da acqua distillata a quella di rubinetto e ciò, potrebbe influenzare la reazione chimica tra i pigmenti e il tessuto.
Alcune volte poi aggiungo all’acqua di cottura, aceto o allume, per migliorare il fissaggio dei colori.

Leggi tutto “Texture con le legature”

Come ottenere nuove nuance di colore

Quante volte ci siamo fatti la domanda su come ottenere nuove nuance di colore in tintura naturale ? Sicuramente tante !  Ne sono certa perché noi creative in genere siamo sempre alla ricerca di nuove cose e nuove tinte.

I COLORI DELLA NATURA

Tante, tantissime direi che sono le nuance che si possono ottenere in tintura con un decotto di foglie. Dal giallo sole al giallo miele, dal castano chiaro al bruno scuro passando per le varie tonalità del caramello, dai rosa cipria ai rossi mattone, dai verdi salvia ai verdi muschio, insomma tutti i meravigliosi colori della terra.

Nuance con tinture naturali
Nuance con tinture naturali

Con la bella stagione, abbiamo potuto sicuramente sperimentare tante foglie nuove, io l’ho fatto, raccogliendo foglie nella mia montagna, unendo a volte più specie di foglie, proprio per ottenere nuove nuance.

I colori naturali, per me infatti, continuano a essere uno stimolo potente, sono per me, portatori di messaggi positivi e mi riconnettono con la natura restituendomi una sorta di energia che i colori sintetici non mi danno.

 

 

Se si è infatti, in cerca di una tonalità che ispira un equilibrato senso di pace e un perfetto equilibrio tra mente e corpo, vi consiglio un colore ottenuto appunto dalla natura.

I DECOTTI

I decotti sono la cosa migliore infatti, per ottenere nuove nuance, dai colori avvolgenti, tenui, polverosi o pastellati.

Il bagno di colore si può ricavare sia a freddo che a caldo e in alcuni casi il tipo di estrazione, modificherà la resa del colore, come avviene ad esempio con la pelle esterna delle cipolle.
A freddo naturalmente i tempi si allungano, e il bagno di colore sarà pronto solo quando il colore ottenuto sarà per noi sufficientemente intenso. Leggi tutto “Come ottenere nuove nuance di colore”