Trattamento dei tessuti tinti con coloranti naturali: come lavarli e conservarli al meglio

Quando si parla di trattamento dei tessuti tinti con coloranti naturali, spesso si pensa solo alla fase finale del lavaggio.
In realtà, tutto ciò che accade dopo la tintura o la stampa, è parte integrante del processo stesso.
Negli anni ho imparato che i colori naturali hanno bisogno di tempo.
Tempo per asciugarsi, assestarsi, trasformarsi lentamente dentro le fibre.

Trattamento dei tessuti tinti naturalmente: asciugatura
Ed è forse proprio questa, una delle differenze più profonde rispetto ai colori industriali: la tintura naturale continua a vivere anche dopo essere terminata.

TRATAMENTO DEI TESSUTI TINTI CON COLORANTI NATURALI DOPO LA TINTURA

Dopo aver estratto il tessuto dal bagno colore, io preferisco lasciarlo asciugare lentamente all’aria, sempre lontano dal sole diretto.
Una volta asciutto, cerco di lasciarlo riposare almeno un giorno prima del primo lavaggio.
Se riesco ad aspettare due o tre giorni, ancora meglio.
Non sempre ho tutta questa pazienza, lo ammetto… ma ogni volta noto che il colore acquista una presenza diversa, più stabile, più profonda.
È come se il tessuto avesse bisogno di “calmarsi” dopo tutta la trasformazione vissuta nella tintura.

Asciugatura dei tessuti
Questo tempo di riposo permette ai pigmenti naturali di legarsi meglio alle fibre e spesso regala sfumature ancora più interessanti.

PRIMO LAVAGGIO DEI TESSUTI TINTI NATURALMENTE 

Il primo lavaggio è un momento importante nel trattamento dei tessuti tinti con coloranti naturali.
Io di solito utilizzo un ciclo breve a freddo in lavatrice, soprattutto per lino, cotone o canapa.
Per sete leggere, lane o tessuti più delicati preferisco invece il lavaggio a mano.

LAVAGGIO DEI TESSUTI TINTI NATURALMENTE 
In questa fase il tessuto rilascia ancora parte del colore non fissato, ed è del tutto normale.
Per questo consiglio sempre di risciacquare bene, fino a quando l’acqua diventa limpida.
Non bisogna avere fretta, perché anche questo, fa parte del processo naturale.

COME ASCIUGO I TESSUTI BOTANICI

Dopo il lavaggio, stendo quasi sempre i tessuti all’aria aperta.
Continuo però a evitare il sole forte, soprattutto con tonalità delicate ottenute da fiori, foglie fresche o alcuni bagni botanici più sensibili alla luce.
Mi piace vedere il tessuto muoversi lentamente con l’aria, mentre il colore cambia leggermente asciugandosi.
È un momento semplice, ma ogni volta mi ricorda quanto questi processi siano vivi e imprevedibili.

COME MANTENERE BELLI I COLORI NATURALI NEL TEMPO 

Per conservare più a lungo i tessuti tinti naturalmente, nel tempo ho imparato a fare poche cose semplici:
– lavare solo quando serve davvero;
– usare acqua fredda o tiepida;
– scegliere detergenti delicati a pH neutro;
– evitare qualsiasi prodotto aggressivo;
– asciugare preferibilmente lontano dal sole diretto.
Non serve trattare questi tessuti con paura o eccessiva rigidità, basta solo un po’ di attenzione e rispetto per le fibre e per il lavoro fatto.

OGNI TESSUTO NATURALE CONTINUA A TRASFORMARSI

Nel trattamento dei tessuti tinti con coloranti naturali c’è una cosa che considero fondamentale capire e farvi capire: i colori naturali non sono mai completamente immobili.
Questa è una cosa che dico sempre, soprattutto a chi non è del campo.
I colori cambiano, a volte impercettibilmente, altre volte in modo più evidente.
Una tonalità può ammorbidirsi dopo alcuni lavaggi, un beige può scaldarsi, un grigio ferroso può diventare più profondo.
Alcuni rosa svaniscono lentamente, mentre certe stampe botaniche acquistano carattere col tempo.
E sinceramente… è proprio questo che amo.
Ogni tessuto resta vivo, materico, autentico, non esiste una copia identica a un’altra.
Le fibre reagiscono in modo diverso e il tempo modifica le sfumature.
Per me la tintura naturale o la stampa in ecoprint, non è mai quindi, ricerca della perfezione industriale.
È piuttosto accettare la bellezza delle trasformazioni.
Ed è forse proprio questo, come sappiamo bene, che rende ogni pezzo davvero unico.

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Perché nelle tinture naturali non si ottiene mai lo stesso colore

Una delle domande più comuni di chi inizia, è proprio perché con le tinture naturali non si ottiene mai lo stesso colore  due volte.
Chi lavora con le tinture naturali prima o poi vive questa situazione.
Si ottiene un colore meraviglioso, magari un marrone caldo, un giallo dorato o un rosa delicato.

Estrazione pigmenti in tintura naturaleSi annota tutto: pianta, mordente, tempo di cottura.
Poi si prova a rifarlo e  il colore è diverso, a volte di poco, a volte completamente.
All’inizio sembra un errore. In realtà è una delle caratteristiche più profonde della tintura naturale.
Il colore vegetale non è mai una formula perfettamente replicabile, perché dipende da molti fattori vivi e variabili.
Alcuni sono noti. Altri sono più sottili e meno evidenti.

PERCHE’ NELLE TINTURE NATURALI NON SI OTTIENE MAI LO STESSO COLORE

Vari sono i motivi. Il primo è che la pianta raccolta, non è mai davvero la stessa.
Mi spiego meglio: quando usiamo una pianta per tingere, spesso la consideriamo come una materia prima stabile.
In realtà è esattamente il contrario.
Infatti le piante, producono pigmenti come risposta a molte condizioni: in base alla quantità di luce, al tipo di suolo, alla quantità di acqua, alla stagione e agli eventuali stress ambientali.
Una foglia cresciuta in pieno sole può contenere più tannini rispetto a una cresciuta all’ombra.
Sappiamo bene infatti che una pianta raccolta dopo un periodo di siccità, può avere concentrazioni di pigmento molto diverse.

perché non si ottiene lo stesso colore
Questo significa che la stessa specie botanica può produrre colori leggermente differenti, anche nello stesso luogo in cui è stata raccolta.
È una delle ragioni per cui nei laboratori di tintura tradizionali si parlava spesso di “raccolto dell’anno”, quasi come nel vino.

ANCHE L’ACQUA PARTECIPA AL COLORE

Un fattore poco considerato è la composizione minerale dell’acqua.
L’acqua non è mai neutra: contiene calcio, magnesio, ferro e altri minerali.
Questi elementi possono reagire con i pigmenti vegetali.
Per esempio un’acqua ricca di calcio può rendere i colori più morbidi, tracce di ferro, possono spesso scurire o ingrigire alcune tinture, oppure un pH più alcalino può modificare completamente certe tonalità.

Misurare il pH dell'acqua Perché nelle tinture naturali non si ottiene mai lo stesso colore
Misurare il pH dell’acqua

Spesso lo ricordo anche durante i miei corsi online.
Ogni allieva, lavora con l’acqua della propria zona, e questo fa una grande differenza.
Il pH e i minerali presenti nell’acqua possono influenzare molto le tinture naturali, per cui lo stesso procedimento può dare colori leggermente diversi da una regione all’altra.
Questo significa che lo stesso bagno di tintura preparato in due luoghi diversi, può dare risultati differenti.

PICCOLA CURIOSITA’

Non è un caso che in passato alcune tintorie fossero famose proprio per i loro colori.
In molte città europee i tintori lavoravano sempre vicino a una specifica fonte o a un tratto di fiume.
Non era solo una questione di comodità: l’acqua aveva una composizione minerale particolare che influenzava la resa dei pigmenti vegetali.
Cambiare acqua significava spesso cambiare colore.
È questo il motivo per cui, alcune tintorie storiche erano famose per i loro colori: l’acqua locale contribuiva al risultato finale.

IL TESSUTO HA UNA MEMORIA CHIMICA 

Un aspetto a cui forse dedichiamo poca attenzione, riguarda il tessuto stesso.
il tessuto non è mai davvero neutro.
È una materia viva, che partecipa al risultato finale tanto quanto le piante, l’acqua o la mordenzatura.
Quindi, anche quando sembra identico, un tessuto può avere caratteristiche diverse.
Infatti molti tessuti nuovi, hanno spesso subito trattamenti che non si vedono.

Tessuti naturaliAppretti, sbiancanti, stabilizzanti, antimuffa o antipiega, finissaggi industriali, residui di lavorazione, diversa tensione della fibra o trattamenti precedenti, che influiscono sull’ assorbimento e la resa del colore.
Perfino lavaggi fatti in casa possono lasciare tracce minerali o detergenti che influenzano la presa del colore.
In pratica il tessuto possiede una sorta di memoria chimica che può cambiare il modo in cui il pigmento si lega alla fibra.

I PIGMENTI VEGETALI CONTINUANO A REAGIRE 

Un’altra particolarità delle tinture naturali è che il colore non si ferma quando il bagno di tintura termina.
Infatti molti pigmenti vegetali continuano a reagire con l’ossigeno, la luce e i minerali presenti nella fibra.

tessuti stesi ad ossidare
Proprio per questo motivo, un tessuto appena tolto dalla pentola può cambiare tonalità nelle ore o nei giorni successivi.
A volte il colore si scalda, altre volte diventa più profondo.
Questo fenomeno è particolarmente evidente con i pigmenti ricchi di tannini.

IL RUOLO INVISIBILE DEI MICRORGANISMI

Un dettaglio curioso, di cui raramente si parla, riguarda infine,  la presenza di microrganismi.
In alcuni bagni di tintura lasciati riposare o riutilizzati più volte, possono infatti svilupparsi piccole attività microbiche.
Queste possono modificare il pH o trasformare alcune molecole vegetali.
Questa è proprio, un’altra domanda ricorrente duranti i corsi online: Come conservo un bagno di tintura senza far fare la muffa?
Non voglio anticiparvi troppo, ma nel prossimo articolo parleremo proprio di questo, perché questo tema merita un articolo tutto a sé!

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Artigianato o magia?

Oggi il mio è un articolo, con spunti di riflessione con varie valutazioni e osservazioni.
Voi direte che domanda è artigianato o magia? Perché chiedo ciò, in questo articolo?
Perché, secondo me, la magia dell’artigianato, incanta chiunque.

Se cerchiamo la parola magia, sul web, nella sua definizione ci dice, che è una forma di sapere esoterico che si presenta capace di controllare le forze della natura.
Nel Medioevo  e soprattutto nel Rinascimento, la magia torna spesso a collegarsi con l’astrologia e questo infatti, permette un rapporto privilegiato con le forze che reggono la natura.
Insomma la magia ha cercato di definirsi sempre, come scienza che conosce e usa forze naturali.

ARTIGIANATO O MAGIA?
Per noi, nel nostro ecoprint e nelle nostre tinture, è più o meno la stessa cosa. Usiamo le forze naturali e usiamo sicuramente i quattro elementi della natura: fuoco, terra, aria e acqua.
Quando catturiamo la forma delle foglie e il loro colore sui nostri tessuti, non è, secondo voi,  pura magia?

La magia dell'ecoprint su cotone

Il “saper fare”  con le mani, però, non è da tutti.
Le competenze infatti, si acquisiscono lavorando giorno per giorno e molto spesso il lavoro manuale è frutto di anni di formazione ed esperienza.
Mentre quindi, le precedenti generazioni hanno sempre visto i lavori manuali come lavori “di serie B”, oggi, di qualsiasi forma di artigianato si parli, si riescono a  creare pezzi assolutamente unici e molto spesso irripetibili.
Si riesce insomma a dare risalto, all’unicità che tanto ci piace.
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Le vibrazioni dei tessuti tinti naturalmente

Oggi vi porto con me nel mio piccolo mondo tra le tinture.
Spesso mi succede, indossando tessuti tinti naturalmente, di sentire delle vibrazioni a livello emotivo.

vibrazioni dei tessuti tinti naturalmente

I tessuti tinti riescono infatti a mettermi in connessione con la natura e l’apprezzamento che ne ricavo migliora il mio benessere mentale e fisico. Insomma per dirla tutta, mi fanno stare bene e con loro mi sento addirittura elegante. Indossandoli infatti, mi sento a mio agio e più sicura di me in quanto esprimono in pieno la mia personalità.
Tutti i tessuti tinti naturalmente, hanno vibrazioni e rappresentano un universo mutevole. Infatti sono colori vivi e in genere continuano a mutare nel tempo. Non parlo di cambiamenti significativi, ma potrebbero schiarirsi, appunto, nel tempo, trasformando leggermente la loro tonalità di colore.

Proprio per questo però i tessuti tinti naturalmente, sono magici e unici, hanno delicate sfumature, impossibili da ottenere con i colori sintetici.

Ogni artigiano, così come mi definisco io, opera secondo le proprie ricette. Spesso queste, sono frutto di sperimentazioni, anche se poi si parte tutti dai principi base. La prima operazione da fare per estrarre colore da una pianta, corteccia o radice è ad esempio quella di sminuzzarla.

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